L’unghia incarnita è una condizione che interessa le unghie dei piedi. Questo spiacevole evento avviene quando una parte angolare appuntita dell’unghia del piede, entra nella pelle, lesionandola e infiammandola.

Si tratta di una situazione dolorosa che necessita di attenzione affinché non degeneri e non si arrivi a avere infiammazioni tali da richiedere l’intervento chirurgico.

Cos’è?

L’onicocriptosi, unghia incarnita, è causata dal conflitto meccanico che si crea tra un’unghia ed i tessuti periungueali circostanti.

Colpisce le unghie dei piedi, specie dei ragazzi giovani e degli sportivi (calciatori). Anche chi ha alterazioni podologiche come alluce valgo o dita che si accavallano ha un rischio maggiore di riscontrare questo disturbo. È favorita da un taglio scorretto delle unghie o dall’abitudine di manipolare e tirare le unghie (onicotillomania).

I tessuti attorno all’unghia alterata si gonfiano e può formarsi un granuloma piogenico, un’esuberanza di tessuto. Ciò produce un essudato purulento, provocando spesso dolore marcato ed importante limitazione delle attività quotidiane lavorative e sportive.

Come si tratta l’unghia incarnita?

A seconda del grado di infiammazione, il medico specialista nella patologia ungueale può prescrivere una cura medica antinfiammatoria. Nei casi più lievi si correggono le abitudini di pedicure, mentre nei casi più importanti si ricorre alla chirurgia tramite fenolizzazione della matrice ungueale (la “radice” dell’unghia).

Questa procedura, viene effettuata in regime ambulatoriale ed in anestesia locale. Essa prevede il curettage del tessuto esuberante e la rimozione della spicula di unghia in eccesso, seguita dall’ablazione della “radice” di unghia malata tramite l’uso di una sostanza chimica molto potente.

Questo processo è molto importante in quanto la mancata ablazione di questa componente comporterebbe una nuova crescita dell’unghia alterata, con recidiva del problema. La competenza nella procedura tramite strumenti chirurgici appositi, assieme alla correzione dei fattori predisponenti, rende la percentuale di recidiva di malattia estremamente bassa.